Stasera su Canale 5 Sabrina Ferilli in stato di grazia: la nuova serie che tutti devono vedere, è un pugno allo stomaco

In sintesi

  • 🎬 A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna
  • 📺 Canale 5, ore 21.20
  • 📝 Serie drammatica con Sabrina Ferilli che affronta il tema del revenge porn e della violenza digitale, raccontando la storia di una preside la cui vita viene sconvolta dalla diffusione di un video privato, con forti richiami al realismo sociale e alla resilienza femminile.

Sabrina Ferilli, Canale 5, A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna. Tre entità che da sole bastano a definire il peso televisivo della serata. Perché il debutto in prima assoluta della nuova serie drammatica diretta da Giacomo Martelli non è solo un evento per i fan della Ferilli: è la mossa con cui Mediaset apre il 2026 tentando la carta della grande fiction civile, quella che unisce denuncia sociale, tensione narrativa e un forte richiamo emotivo. E per chi ama prodotti che parlano dell’Italia contemporanea con sincerità e qualche stilettata, l’appuntamento di oggi è praticamente obbligatorio.

A Testa Alta – perché la nuova serie di Canale 5 è il titolo da non perdere stasera

Alle 21.20, Canale 5 accende i riflettori su Virginia Terzi, interpretata da una Sabrina Ferilli in una delle sue prove più dense, mature e incisive degli ultimi anni. La storia – totalmente di finzione, ma costruita su dinamiche realissime – mette al centro uno dei temi più complessi e dolorosi del nostro tempo: il revenge porn, la violenza digitale e l’impatto devastante che un contenuto privato può avere quando diventa virale.

Virginia è una preside rispettata, appena premiata per il progetto “A Testa Alta”, pensato per aiutare i ragazzi a combattere la dipendenza dai social. L’ironia tragica è evidente per chi ama smontare le strutture narrative: è proprio una donna che lotta contro gli abusi digitali a diventare il bersaglio perfetto della crudeltà online. È un meccanismo quasi da tragedia greca, ma immerso nella nostra modernità iper-connessa.

Il video che la ritrae in auto con il suo amante – il professore di educazione fisica Marco Colaianni – non è solo uno scandalo personale: è una bomba atomica sociale che travolge il suo ruolo, la sua famiglia, la sua comunità. Rocco, il figlio adolescente, viene risucchiato in un vortice di bullismo; il marito Luigi la caccia da casa in una delle sequenze più crude e realistiche dell’episodio; la sorella Cecilia tenta di difenderla mentre indaga sulla diffusione del video. Intanto, una giornalista senza scrupoli affonda il coltello rivelando l’identità dell’amante, e il consiglio scolastico chiede alla preside di dimettersi. Il tutto mentre un ulteriore filo narrativo, quello di Nina e della violenza psicologica subita dal fidanzato Alex, aggiunge un livello di profondità alla scena giovanile del racconto.

Il cast: Sabrina Ferilli in stato di grazia e una squadra costruita per emozionare

Il ritorno della Ferilli in un ruolo così forte merita attenzione anche da un punto di vista nerd-cinefilo. Se negli anni abbiamo visto la sua evoluzione da volto della commedia italiana a interprete drammatica raffinata, qui Martelli la spinge in territori più asciutti, più europei, quasi documentaristici. È interessante osservare come la sua Virginia sia costruita con un linguaggio corporeo che tende a “chiudersi” e “rialzarsi” continuamente, quasi fosse un grafico di resilienza.

Accanto a lei troviamo un gruppo di attori che dà sostanza al progetto: Fabrizio Ferracane, una certezza del nostro cinema d’autore, è un marito tormentato e ambiguo; Gioia Spaziani dona spessore all’ispettrice Cecilia; Raniero Monaco di Lapio lavora su un personaggio volutamente “normale”, senza eccessi drammatici, proprio per evitare stereotipi dell’amante colpevole. Interessante anche la selezione dei giovani: Francesco Petit e Lucia Balordi portano una sensibilità fresca, necessaria per rappresentare un’adolescenza ferita ma non rassegnata.

La regia di Giacomo Martelli sorprende per alcune scelte stilistiche: campi lunghi su un lago quasi metafisico, ambientazioni sospese tra Lazio e Sud, un ritmo che alterna melodramma e thriller sociale. Non è frequente vedere in una produzione mainstream italiana un uso così consapevole dello spazio come elemento narrativo: il lago diventa un’eco emotiva, spesso specchio della solitudine di Virginia.

  • Temi forti: revenge porn, bullismo, poteri locali, reputazione digitale
  • Toni: drammatici ma mai ricattatori, con una sottile vena di realismo sociale

Un impatto culturale già riconoscibile

Pur essendo una prima TV, il titolo ha già generato attenzione per la sua capacità di parlare al pubblico senza semplificazioni. Il confronto con altre “presidi televisive” è inevitabile: la sfida non dichiarata con la Rai e con figure come quella interpretata da Luisa Ranieri aggiunge un pizzico di pepe televisivo. Ma il vero lascito potenziale di questa serie sta altrove: nel modo in cui mostra la vulnerabilità di chi è colpito dalla violenza digitale, ricordando che lo scandalo spesso è solo negli occhi di chi giudica.

A Testa Alta è una fiction che vuole farsi ponte tra intrattenimento e consapevolezza sociale, e nel farlo utilizza personaggi ben costruiti, temi attuali e uno stile visivo che osa un po’ più della media Mediaset. Per chi ama dissectare la serialità italiana e capirne l’evoluzione, questa è una di quelle serate da segnare.

Stasera, insomma, la TV generalista parla chiaro: si può raccontare l’Italia di oggi con forza, con dolore, ma anche con il desiderio di vedere una donna rialzarsi, letteralmente, “a testa alta”.

Quale tema sociale meriterebbe una fiction forte come A Testa Alta?
Cyberbullismo tra adolescenti
Violenza economica domestica
Dipendenza da gioco online
Stalking digitale
Revenge porn al maschile

Lascia un commento