Quando i nipoti entrano nell’adolescenza, molte nonne si trovano ad affrontare un dilemma emotivo profondo: come mantenere quel legame speciale costruito negli anni senza diventare complici di comportamenti problematici? La paura di essere viste come autoritarie, di perdere quella complicità unica che le distingue dai genitori, spinge numerose nonne a evitare qualsiasi forma di confronto o imposizione di limiti. Questa dinamica, apparentemente guidata dall’affetto, può trasformarsi in un boomerang relazionale che danneggia tutti: i ragazzi, i genitori e paradossalmente il rapporto stesso tra nonna e nipote.
Il mito della nonna-amica: quando l’assenza di confini diventa problematica
La figura dei nonni ha subito una trasformazione significativa negli ultimi decenni. Siamo passati dalla famiglia estesa a forme familiari più a grappolo, in cui i legami verticali tra nonni, figli e nipoti restano molto presenti pur in un contesto di maggiore individualizzazione. Questa evoluzione ha portato molti nonni a spostarsi da un ruolo percepito come portatore di saggezza e autorità morale a uno più centrato sul supporto affettivo e sulla ricerca di una relazione di vicinanza con i nipoti.
Le ricerche sociologiche sulle famiglie italiane mostrano che la solidarietà intergenerazionale è molto diffusa e associata a un maggior benessere percepito, ma richiede un equilibrio tra sostegno e rispetto dei ruoli educativi. Diverse ricerche di area sanitaria e psicosociale sottolineano come le relazioni intergenerazionali abbiano bisogno di confini chiari e di mediazione per evitare fraintendimenti e tensioni educative.
Questa posizione esclusivamente permissiva può creare un vuoto educativo. La letteratura di psicologia dello sviluppo familiare evidenzia che gli adolescenti hanno bisogno di strutture, limiti e coerenza nelle diverse relazioni adulte di riferimento, non solo con i genitori. Quando la nonna diventa esclusivamente una figura permissiva, il rischio è che i ragazzi apprendano modalità di gestione dei rapporti basate sul mettere gli adulti uno contro l’altro, un fenomeno di triangolazione ben descritto negli studi sui sistemi familiari.
Le conseguenze invisibili della mancanza di autorevolezza
I genitori si trovano spesso in una posizione estremamente frustrante: stabiliscono regole che vengono di fatto indebolite o rese incoerenti durante il tempo trascorso con altri adulti di riferimento, tra cui i nonni. La letteratura sul funzionamento familiare mostra che l’incoerenza tra le figure adulte e la presenza di alleanze trasversali, ad esempio nonna e nipote contro genitore, possono contribuire alla triangolazione, con erosione dell’autorità genitoriale e aumento del conflitto.
Gli studi di psicologia dello sviluppo indicano che gli adolescenti tendono a valutare più positivamente, sul lungo periodo, gli adulti che combinano calore e sostegno emotivo con limiti chiari e coerenti, rispetto a figure eccessivamente permissive. Questo è coerente con il modello di parenting autorevole che la letteratura associa a migliori esiti in termini di adattamento, competenze sociali e rispetto delle regole. In questo quadro, una nonna che cede sempre non viene necessariamente percepita come più affettuosa, ma come meno affidabile sul piano normativo, e può essere usata strategicamente dal ragazzo per aggirare le regole dei genitori.
I segnali che il problema esiste
- I nipoti chiedono esplicitamente di andare dalla nonna quando i genitori negano qualcosa, cercando un adulto più disponibile a concedere eccezioni
- Conflitti ricorrenti tra genitori e nonna sulle decisioni educative come orari, uso di dispositivi o gestione dei compiti
- Adolescenti che manifestano comportamenti diversi a seconda dell’adulto presente, aderendo alle regole con alcuni e trasgredendole con altri
- La nonna giustifica sistematicamente comportamenti problematici dei nipoti, minimizzandoli o attribuendoli solo alla fase adolescenziale
- Triangolazioni comunicative in cui i ragazzi riportano selettivamente informazioni, mettono gli adulti uno contro l’altro o cercano di ottenere decisioni divergenti
Ricostruire l’autorevolezza senza perdere l’affetto
Stabilire limiti non significa rinunciare alla vicinanza emotiva. Gli studi sociologici sulla trasmissione intergenerazionale dei valori nelle famiglie europee mostrano che i legami nonni e nipoti sono un canale privilegiato di trasmissione di valori e orientamenti di vita, e che la continuità dei legami e la coerenza tra parole e comportamenti degli adulti sono centrali nel modo in cui i nipoti, da grandi, valutano queste relazioni.
Una ricerca sulla trasmissione dei valori tra anziani, figli e nipoti evidenzia che i nonni non sono ricordati solo per la bontà o la permissività, ma soprattutto per la loro affidabilità, per la capacità di essere punto di riferimento e di incarnare valori riconosciuti come coerenti nel tempo. I nipoti adulti provano maggiore stima e gratitudine verso nonni che sono stati presenti, affettuosi ma anche capaci di indicare dei limiti e di testimoniare valori in modo stabile.

Il primo passo richiede onestà personale: riconoscere che la paura di perdere l’affetto può nascondere insicurezze più profonde legate all’invecchiamento e al timore di diventare irrilevanti nella vita dei nipoti. Gli studi sul ciclo di vita familiare descrivono l’adolescenza dei figli e nipoti come una fase in cui il sistema familiare deve riadattare ruoli e confini, con un fisiologico aumento di distanza dai genitori e, in misura diversa, dagli altri adulti. Gli adolescenti si allontanano da tutti gli adulti in questa fase non tanto perché qualcuno impone regole, ma perché stanno costruendo la propria identità e autonomia: la ricerca in psicologia dello sviluppo indica che questo distanziamento è un compito evolutivo tipico. Accontentare ogni richiesta non ferma questo processo, ma può renderlo più confuso e conflittuale.
Strategie concrete per il cambiamento
Iniziate con una conversazione franca con i genitori, non difensiva. La letteratura sulle relazioni intergenerazionali in famiglia sottolinea l’importanza di spazi di dialogo strutturati tra generazioni adulte per negoziare aspettative, confini e compiti di cura. Ascoltate realmente le loro preoccupazioni senza giustificarvi immediatamente. Questo dialogo non riguarda chi ha ragione, ma come garantire coerenza educativa per il bene dei ragazzi. Stabilite insieme quali sono i limiti non negoziabili che devono valere anche a casa dei nonni: orari, uso dei dispositivi, rispetto delle regole di base.
Quando dovete dire no a un nipote, accompagnate il rifiuto con una spiegazione breve ma chiara, coerente con le regole condivise con i genitori. Gli studi sul parenting autorevole mostrano che spiegazioni semplici, stabili e non eccessivamente giustificative aiutano i ragazzi a comprendere il senso delle regole, senza aprire continuamente spazi di negoziazione conflittuale. Un semplice capisco che tu sia deluso, ma questa è la regola che rispettiamo è più efficace di lunghe argomentazioni che comunicano incertezza.
Ridefinire il ruolo unico dei nonni
La vera domanda è: cosa rende speciale il rapporto nonni e nipoti se non può essere la sola permissività? Gli studi sulle relazioni intergenerazionali sottolineano che i nonni offrono risorse specifiche: continuità biografica e storica, trasmissione di memoria e valori, tempo e cura non necessariamente legati ai compiti quotidiani, possibilità per i nipoti di collocare la propria esperienza in una storia familiare più ampia.
Una nonna autorevole può ascoltare le frustrazioni dell’adolescente verso i genitori senza sminuire nessuno, offrendo comprensione e una prospettiva più ampia, come mostrano le ricerche sul ruolo mediatore e di ponte dei nonni nelle famiglie contemporanee. Può offrire un ascolto profondo senza necessariamente intervenire per salvare il nipote da ogni difficoltà, sostenendo al tempo stesso l’alleanza educativa con i genitori.
I limiti diventano parte di una relazione sana quando sono inseriti in un contesto di presenza autentica. Studi sui programmi intergenerazionali indicano che l’interazione strutturata tra anziani e giovani, all’interno di contesti chiari e con regole condivise, favorisce sia il benessere psicologico degli anziani sia lo sviluppo socio-emotivo dei più giovani. Un nipote che sa di poter parlare con la nonna di tutto, anche quando questa non approva certe scelte, sviluppa una fiducia più profonda di quella basata sulla semplice complicità nel trasgredire regole.
La costruzione di una vera intimità intergenerazionale passa attraverso la coerenza tra valori dichiarati e comportamenti, il rispetto dei ruoli e la capacità di attraversare insieme le transizioni del ciclo di vita familiare. Una nonna che trova il coraggio di essere autorevole, pur rischiando temporanei malumori, sta investendo in una relazione destinata a durare e ad approfondirsi nel tempo, oltre la fase turbolenta dell’adolescenza.
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