Quando i bambini iniziano a mostrare segni di insicurezza costante, sminuendo le proprie capacità o bloccandosi di fronte alle sfide quotidiane per timore del fallimento, è fondamentale intervenire con delicatezza ma fermezza. Come nonna, ti trovi in una posizione privilegiata: puoi offrire uno sguardo esterno rispetto ai genitori, pur mantenendo quella vicinanza affettiva che ti permette di influenzare positivamente lo sviluppo emotivo dei tuoi nipoti.
Comprendere le radici dell’insicurezza infantile
La scarsa autostima nei bambini raramente nasce dal nulla. La psicologia dello sviluppo mostra che il senso di sé del bambino si costruisce in modo significativo attraverso le relazioni di attaccamento con le figure di riferimento e il modo in cui queste rispondono ai suoi bisogni emotivi. Se un bambino si svaluta continuamente, potrebbe aver interiorizzato messaggi impliciti o espliciti ricevuti dall’ambiente circostante: aspettative troppo elevate, confronti con fratelli o coetanei, critiche frequenti mascherate da consigli, o al contrario una protezione eccessiva che può comunicare non sei capace di farcela da solo.
Gli studi sull’autostima e sugli stili educativi indicano che sia l’ipercriticismo sia l’iperprotezione sono associati a maggiore ansia e minore senso di autoefficacia nei bambini. Prima di agire, osserva attentamente il contesto. Quando si manifesta questa insicurezza? Durante i compiti scolastici, nelle attività sportive, nei giochi creativi? Identificare gli ambiti specifici ti aiuterà a comprendere se si tratta di una difficoltà generalizzata o legata a situazioni particolari.
Il potere terapeutico dell’ascolto incondizionato
La prima risorsa che puoi offrire ai tuoi nipoti è uno spazio di ascolto autentico, privo di giudizio. La letteratura sull’alleanza terapeutica con bambini e adolescenti documenta che la validazione delle emozioni, piuttosto che la loro minimizzazione, favorisce una migliore regolazione emotiva e riduce l’ansia. Frasi come Non è niente, Non fare il bambino, È facilissimo possono veicolare al bambino che le sue emozioni non sono legittime, aumentando la distanza emotiva.
Quando tuo nipote esprime paura di sbagliare, prova invece con: Capisco che questa cosa ti preoccupi. Raccontami cosa ti spaventa di più. Un approccio di questo tipo, basato sulla validazione e sull’esplorazione guidata del pensiero ansioso, è in linea con le tecniche usate nei protocolli di terapia cognitivo-comportamentale per bambini con ansia da prestazione o timore dell’errore.
Tecniche di ascolto attivo con i nipoti
- Mettiti alla loro altezza fisica durante le conversazioni: abbassati o siediti per stabilire un contatto visivo paritario. La ricerca sull’interazione adulto-bambino mostra che il contatto visivo e la postura alla stessa altezza favoriscono la sintonizzazione emotiva
- Rifletti le emozioni che percepisci: Ti vedo preoccupato, Sembra che questo ti faccia arrabbiare. La riflessione delle emozioni è una componente centrale delle pratiche di emotion coaching, associate a migliori competenze socio-emotive nei bambini
- Evita di proporre soluzioni immediate: prima lascia che il bambino esplori pienamente il problema. Gli interventi orientati al problem solving sono più efficaci quando sono preceduti da un’accurata esplorazione e definizione del problema
- Usa il silenzio come strumento: non riempire ogni pausa, concedi tempo per elaborare. Nella comunicazione terapeutica con i minori si riconosce al silenzio una funzione facilitante di elaborazione e autoespressione
Riformulare l’errore come alleato dell’apprendimento
La ricerca neuroscientifica ha mostrato che l’errore, e in particolare il feedback di errore nel cervello, è un momento cruciale per l’apprendimento. Studi condotti con misure elettrofisiologiche hanno evidenziato che bambini con atteggiamenti più positivi verso l’errore mostrano risposte neurali più ampie all’errore e migliorano maggiormente la performance dopo aver sbagliato. Questo supporta l’idea che vedere l’errore come parte del processo di apprendimento favorisca l’adattamento.
Come nonna, puoi diventare una preziosa alleata nel trasformare questa narrativa. Condividi con i tuoi nipoti i tuoi errori, quelli recenti e quelli del passato. Racconta loro quella volta che hai sbagliato strada e hai scoperto un posto nuovo, o quando hai bruciato una torta e avete riso tutti insieme inventando un dessert alternativo. La vulnerabilità dell’adulto è incredibilmente educativa: studi sull’educazione e sui modelli di ruolo indicano che l’ammissione di errori da parte dell’adulto, accompagnata da un comportamento di riparazione, può promuovere nei bambini una mentalità di crescita e ridurre la paura di sbagliare.
Durante le attività insieme, normalizza verbalmente gli errori: Ops, ho sbagliato! Vediamo come posso sistemare, oppure Questo non ha funzionato, proviamo in un altro modo. In questo modo stai modellando strategie di coping attivo e resiliente, coerenti con i programmi di promozione delle competenze di resilienza in età evolutiva.

Il metodo delle sfide calibrate
La teoria della zona di sviluppo prossimale e del sostegno strutturato sottolinea l’importanza di offrire al bambino compiti leggermente al di sopra delle sue competenze attuali, accompagnandoli con un supporto adeguato perché possano essere portati a termine con successo. Questo equilibrio favorisce sia l’apprendimento sia il rafforzamento del senso di competenza.
Identifica attività in cui i tuoi nipoti possano sperimentare piccole vittorie quotidiane. Non deve trattarsi di imprese eccezionali: aiutarti a preparare i biscotti seguendo la ricetta, completare un puzzle adeguato alla loro età , prendersi cura di una pianta. L’importante è celebrare il processo, non solo il risultato. Gli studi sulla motivazione mostrano che il focus sul processo e sull’impegno sostiene la motivazione intrinseca più delle lodi centrate sul risultato o sulle doti innate.
Quando proponi un’attività , suddividila in passaggi gestibili. Invece di dire Disegna una casa, prova con: Iniziamo disegnando un quadrato per il muro. Perfetto! Ora dove mettiamo la porta? Ogni micro-successo costruisce fiducia per il passaggio successivo, coerentemente con il concetto di esperienze di padronanza alla base della costruzione dell’autoefficacia.
Dialogare con i genitori senza creare conflitti
Questo è probabilmente l’aspetto più delicato. Le tue osservazioni potrebbero toccare corde sensibili nei genitori, che potrebbero sentirsi giudicati o inadeguati. Le ricerche sulle relazioni intergenerazionali indicano che la qualità della collaborazione tra nonni e genitori può incidere sul benessere del bambino: uno stile comunicativo cooperativo e non prescrittivo è associato a relazioni familiari più armoniose. Il ruolo dei nonni è più efficace quando è di supporto e co-costruzione, piuttosto che di controllo.
Evita frasi come Dovreste fare, State sbagliando o Ai miei tempi. Prediligi invece: Ho notato che Marco sembra insicuro ultimamente. Vi è capitato di osservarlo anche voi? Mi chiedevo se insieme potremmo trovare modi per sostenerlo.
Condividi osservazioni specifiche, non etichette generiche. Invece di È insicuro, descrivi comportamenti concreti: Ieri ha voluto smettere di giocare dopo il primo tentativo non riuscito. Questo approccio descrittivo, focalizzato sui comportamenti osservabili, è in linea con le raccomandazioni dei programmi di parent training per ridurre la conflittualità e migliorare la collaborazione tra adulti di riferimento.
Creare rituali di valorizzazione autentica
I bambini rilevano rapidamente le lodi vuote o esagerate, e le ricerche sulla motivazione mostrano che le lodi generiche centrate sul sei bravo possono essere meno efficaci, e talvolta controproducenti, rispetto alle lodi specifiche orientate allo sforzo e alle strategie usate. Lodare il processo, come Ti sei concentrato molto sui dettagli di questo disegno, è associato a una maggiore persistenza di fronte alle difficoltà .
Instaura il rituale del momento speciale con ciascun nipote: un’attività individuale, anche breve, in cui il bambino sceglie cosa fare e si sente protagonista indiscusso. La letteratura sulla special time nelle terapie basate sull’interazione genitore-bambino evidenzia che momenti di gioco esclusivo, guidati dal bambino, rafforzano il legame e migliorano l’autostima. Questa attenzione esclusiva comunica un messaggio potente: sei importante esattamente come sei, non per quello che produci o realizzi.
La tua presenza costante, il tuo tempo dedicato e il tuo sguardo amorevole ma realistico possono diventare un importante fattore di protezione rispetto all’insicurezza. Studi sul coinvolgimento dei nonni mostrano che i nipoti che hanno relazioni strette e di supporto con i nonni riportano, in media, maggiore benessere emotivo e resilienza, potendo contare su una rete affettiva più ampia. Il tuo ruolo non è risolvere ogni problema, ma essere quella base sicura da cui i tuoi nipoti possono partire per esplorare il mondo, sapendo che troveranno sempre comprensione e supporto al ritorno.
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